Poteva essere il 1936. La bambina, lungo l'argine del Po, il fiume dei miei avi, con la carriola piena di giochi di legno e pezza sarà, nel dopoguerra, la mia tata per i primi tre anni. Si viveva a Modena in un tugurio, giacché il quartiere era stato bombardato il 13 maggio del '44. Io sarei nato 5 anni dopo. Nel dipinto mi sono collocato, manipolando il tempo, a giocare con la zia nel grande fiume, che da bimbo, di certo per i racconti del nonno, ho sognato infinite volte. Lo stile? "Realismo sociale". L'ho rubato alla corrente artistica in voga in quegli anni.